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I 5 passi svizzeri

Scritto da Marco

Alle 7 la sveglia per tutti o quasi incombe. Per le otto pronti alla partenza ed ritrovo è nel comune di Novazzano, al primo distributore in territorio Svizzero.

Un pieno di benzina per tutti e puntuali alle 8.45 si percorre la lunga discesa che ci porta verso mendrisio.
Strada poco trafficata e con calma ed attenzione agli autovelox fissi, puntiamo su Lugano, allo stadio (se cosi si può chiamare un campo da calcio con due misere tribune).
Arriviamo sul posto alle 9.15 circa e li inizia l’attesa dell’ormai dichiarato sucaluzu il quale da buon suzukista si è sparato un Tirano-Menaggio in 45 minuti ed un batter di cilia è giunto a Lugano. Perchè una lunga attesa. Perchè il pelato invece di raggiungere chi lo attendeva si è accodato a quelli che facevano colazione… quindi c‘è stato chi aspetta sotto il sole e chi si gode il caffè seduto tranquillo.

Salutiamo Mhc79 che gufo come pochi ci preannuncia l’acqua mentre scappa verso casa.
Poco male e alle 10 circa si parte per Biasca. La strada è semplice, costeggià l’autostrada e ci porta al monte Ceneri, con la sua lunghissima discesa percorsa a fionda da Sergio (MV f41000 argento e blu) e Paolo (R1 98(se non sbaglio) bianca e rossa) e dal nostro Momino che di stare dietro proprio non ci pensa. Con una corsa a circa 190/210 arriviamo alla base. I più veloci hanno continuato per un pezzo di strada in più (cosa che faranno spesso) mentre tutti gli altri si fermano al bivio giusto.
Ricompattiamo il gruppo e attraverso Bellinzona, si arriva a Biasca.

Da qui iniziano le prime vere curve, che ci portano al passo del Lucomagno.
La strada si inerpica piano piano sulla montagna, tra curve veloci e lente (c‘è chi in questo frangente testa le nuove saponette in Titano e chi addirittura accarezza l’asfalto con il guanto). Un paio di stop dovuti a lavori in corso ci fanno rallentare e qui degli sbirri d’annata in veste di aiuto semaforo ci fanno spaventare (la pula in svizzera da noi almeno è molto temuta).
Ad Olivone, ultimo raggruppamento prima della salita finale al passo.
I soliti tre: Momo, Sergio e Paolo, si danno un bel da fare per staccare il gruppo ed alla fine ci riescono pure. Gli inseguitori però non sono da meno e con LucaSuzu in testa, Keipax ed Orchidea, Denny e la Ele, Iome, e Simyn a chiudere arrivamo in cima con una media mica male. (NDM Le poche volte che controllavo il tacchimetro la lancetta era sempre sopra ai 160)

Giunti al Passo, ci si ferma per la foto di rito vicino al baretto avendo il lago come sfondo. Subito dietro arrivano anche Gibbar, Rony e NeoNinja ed ultimo (sappiamo che le curve non sono proprio il suo forte) Gringo.
Dei tre desperados, nessuna traccia.
A rito eseguito rimontiamo in sella per affrontare la discesa e verso la fine troviamo i tre, che ci aspettavano con aria innocente per chiederci….‘Ma il passo dov’era? L’abbiamo superato… ma va?’
Giunti a Disentis, piccola sosta(ne faremo tante oggi) per le più assetate del gruppo (Aprilia e Yamaha) e nel frattempo qualcuno annucia: ‘Vado avanti piano.. cosi arrivo su senza fretta e per primo’
Dopo una decina di minuti tutti in marcia verso l’Oberalp. Corve e controcurve con il Luca sempre davanti e un cbr camuffato dietro si arriva a 500metri dal passo quando in un tornante sulla sx ci troviamo un GSX giallo e nero che procede a spinta.

‘E’ rimasto a secco o che??’ purtroppo il dubbio viene subito chiarito: nel vano (per il momento) tentativo del ginocchio a terra la ruota posteriore ha mollato testando il funzionamento dei tamponi (si, funzionano!!) e facendo sbattere la nostra vespa contro il muro. Danni: telaio del cupolino spezzato insieme allo specchietto ed al cupolino stesso. Per il resto nulla. Dimenticavo. Spezzato anche l’umore del nostro Gibar, che giunti al passo dopo qualche sospiro, annuncierà la sua intenzione a vendere. Come avvoltoi sia Momo, che Denny, si dicono pronti a comprare… ma toccerà aspettare.

Dal passo l’organizer partirà con qualche minuto d’anticipo ed aspetta il gruppo a poche curve da Andermatt. Dovete sapere che le ultime curve verso il paesello, sono dei tornanti molto larghi e con ottimo asfalto (NDM noterete nel filmato) il che permettono ai più pieghe estreme. Questo darà il via ad una serie di curve con ginocchio (o quasi) a terra per finire nel filmato Best Predators!!

Andermatt è inoltre la nostra tappa per la pappa. Fermati nello stesso Finto McDonald Casalingo dello scorso hanno ci si sbafa due hamburgher con le patatine.
Anche a questa tappa dobbiamo salutare uno di noi. Gibar infatti con la spalla dolorante ci saluta e percorrendo il San Gottardo e poi con l’autostrada fa un rientro a casa.

Il resto del gruppo invece, terminato il pranzo e riempiti i serbatoi, decide di saltare il Susten (via alle battute!!) a causa dei nuovoloni e si butta sul Furka oggi particolarmente trafficato da Pullman di turisti orientali.
Dopo un po di coda, giungiamo al BelVedere, punto di accesso anche alla Grotta Azzurra.
Questa grotta è stata scavata all’interno del ghiacciaio del Rodano (che anche quest’anno si è ritirato parecchio) per circa un centinaio di metri.
Per la descrizione meglio lasciare la parola alle foto, ma dato che non cene sono…. aspettiamo il filmato.
Ritornati alle moto (custodite da chi alla grutta ci era già stato, da chi non glie ne fregava di meno e da chi non ha capito che eravamo alla grotta) ci gustiamo un veloce spettacolino di marmotte in libertà e quindi iniziamo la discesa, anche questa ricca di curve verso Gletsh. Qui decidiamo, per accontentare Momo, di percorrere avanti ed indietro quella famosa pista bandiere e semafori chiamata Passo Grimsel. Purtroppo oggi è stata dichiaraga gara bagnata e a metà discesa abbiamo optato per un dietrofront e siamo tornati al piccolo borgo. Comunque il poco percorso ci ha permesso di capire che a farla tutta… è un gran godimento.

Da Glesh continuiamo la discesa (molto simile alle prime curve del Maloja) verso Ulrichen, per svoltare a destra e scappare alla pioggia verso il novena.
La salita è molto divertente, anche se ogni tanto qualche goccia arriva. Come primo, sempre il nostro Rizla, seguito dal cbr con le mesche e da tutti gli altri a ruota.
Giunti in cima però ci attende una spiacevole sorpresa. La pioggi ci ha anticipato, tagliandoci la strada, grazie anche all’aiuto del vento che, tra l’altro, butta a terra caschi, guanti, sottocaschi e per poco anche le moto.
Qui ci si divide tra chi… desideroso di non prendere acqua si butta a capofitto verso Airolo e chi… invece preferisce un bel WC ed un caffè.

La discesa sotto la pioggia però non è affatto invidiabile. Le gomme tengono ma l’asfalto è molto scivoloso.
Il ritrovo è ad Airolo sotto il primo ponte. Giunti tutti (chi prima e chi dopo) ripartiamo verso casa sempre con la pioggia (leggera ma incessante) che incombe.
Non so raccontarvi il ritorno del gruppo poichè dopo qualche km mi sono ritrovato da solo per più di mezzora (e qui ho scoperto di avere le gomme finite) finchè nei miei specchietti si sono accese le luci di un suzuki 1000 e di un ninja 600.
Fermatisi a Biasca aspettiamo con calma il resto del gruppo che giunge dopo una trentina di minuti (avevano fatto un’altra sosta benzina).
Ripartiamo tutti insieme per Bellinzona, ma i semafori della cittadina Elvetica ci dividono.
Giunti alla base del Ceneri altra sosta per benzina, WC e cioccolato.

Sono ormai le 18.30 quando affrontiamo finalmente all’asciutto il Ceneri a velocità direi molto sostenuta e cosi in poco tempo entriamo in Lugano. Una piccola incomprensione ci porta ad indirizzare il Luca verso Porlezza senza poterlo effettivamente salutare. Altra sosta benzina in Lugano (dove abbiamo l’occasione di perdere un’altro dei nostri che punta veso casa con il suo suzuki 600) per poi puntare diretti alla dogana.
Qui prima di uscire indovinate un po…… sosta benzina (è stata l’ultima tranquilli).
La Lomazzo Bizzarrone ci porta veloci verso l’autostrada A9 dove giungiamo.. a metà.
Cosi Orchidea, Keipax, Sergio, Paolo e Iome, possiamo salutarci senza problemi… ma gli altri, dopo dieci minuti di attesa verso le 20.20 vengono bollati come… dispersi.

Per la race sono esattamente 485 chilometri.
Un ringraziamento va a tutti i predators che hanno partecipato dimostrando ancora che… la pioggia non arrugginisce le nostre bimbe.

Il giro dei 5 passi o dei sei benzinai svizzeri finisce qui.

Categorie: gite, sp race

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